Gli Itinerari dell Entroterra RomagnoloSaludecio

LA STORIA di Saludecio. Da Atlante Romagnolo (Il Resto del Carlino)
È tradizione far risalire l'origine di Saludecio a Traiano Decio, imperatore romano, che avrebbe trovato scampo sulle colline, edificando la propria abitazione. Di qui "salus Decii" o "saltus Decii" (Saludecio) . Altra ipotesi ottocentesca è quella di considerare Saludecio nome derivato dal Santo titolare della vecchia Pieve: San Laodicio, che in volgare compare come Sanlodeccio in una novella del "Decameron". Il primo documento che attesta l'istituzione civile e religiosa è del 1014, anno in cui il Plebato era soggetto alla Chiesa riminese. Quest'ultima nel 1231 aveva diritti baronali su vari castelli della diocesi, compreso lo stesso Saludecio, lungamente conteso dal comune di Rimini nel corso del XIII secolo.

 
 

È sul finire del '200 che vive ed opera il Beato Amato Ronconi, il cui corpo è conservato nella Chiesa Parrocchiale di S. Biagio. Francescano del terzo ordine, fondò l'ospedale di Santa Maria di Monte Orciale, luogo di tappa e ricovero per tutti i pellegrini, posto sull'importante strada medievale per Roma. È in questo periodo che prende corpo quel processo di militarizzazione del territorio, che troverà ulteriori sviluppi nei secoli XIV e XV, quando al comune di Rimini subentra la Signoria dei Malatesta. Per tutto il XV secolo la storia del paese si intreccia con le lotte di potere fra i due più noti e illustri contendenti: Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro. Nel 1469 il castello è ripreso da Roberto, figlio di Sigismondo, e quindi nel 1482 da Pandolfo, figlio di Roberto; quest'ultimo lo perde ad opera dei veneziani.

COSA VEDERE a Saludecio
Le Mura. La cinta muraria bastionata, che si sviluppa intorno al paese, definisce il nucleo storico medievale: in gran parte restaurata, presenta bastioni difensivi di diversa tipologia, ascrivibile a differenti periodi (sec. XV/XVI). Chiesa e Convento dei Gerolomini. La Chiesa, con l'annesso complesso, è localizzata nella parte alta del borgo. Fondata nel 1640 dal Beato Cipriano Mosconi dell'ordine dei frati Gerolomini, conserva una serie di dipinti settecenteschi ed un altare in legno finemente intagliato. Da notare anche il Chiostro del Convento in parte rimaneggiato. Porta Montanara. Rivolta verso i rilievi appenninici, rappresenta la seconda porta d'accesso al borgo. Santuario Beato Amato Ronconi e Museo Arte Sacra. La Chiesa è anche Santuario del Beato Amato Ronconi, di cui si conserva miracolosamente il corpo in una urna di vetro.

 
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