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BERTINORO

Itinerari della Romagna: Bertinoro

BERTINORO


"Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro ". Pare che proprio da questa frase, pronunciata da Galla Placidia dopo aver assaggiato il pregevolissimo Albana, venga il nome di questo Borgo.
La leggenda racconta che la nobildonna, figlia dell'Imperatore Teodosio, ebbe la possibilità di assaggiare il tipico vino della Romagna. La dolce bevanda le fu offerta in una normalissima coppa di terracotta e, dopo aver bevuto il buonissimo vino, esclamò la frase che avrebbe dato il nome al borgo della Romagna.
Se sia effettivamente andata così o meno, non è dato saperlo. Quello che è certo, è che il borgo medioevale di Bertinoro ha fatto del suo passato, un autentico tesoro.
    
La struttura tipicamente medioevale è rimasta pressoché intatta, ed è quindi possibile passeggiare all'ombra degli alberi, attraverso stradine acciottolate che si stringono in sentieri nei pressi delle antiche mura erette a difesa del borgo, o ammirare i quadri che descrivono la vita di Bertinoro e i mestieri più comuni tra la popolazione del tempo. La rocca che domina il borgo, al quale è possibile accedere anche percorrendo l'antico camminamento militare, si erge su un'altura, dalla quale lo sguardo è catturato dalla valle sottostante.La costruzione risale al X secolo e la sua posizione favorevole, la fece diventare in poco tempo, un perfetto avamposto difensivo molto importante, ben controllato grazie alle quattro torri, ancora oggi visibili. L'interno della costruzione è decorato con affreschi appartenenti a diversi secoli, e al piano terra, oggi, è allestito il Museo Interreligioso di Bertinoro.

Il verde delle colline circostanti, la bellezza del borgo e la bontà dei vini locali, fa di Bertindoro un paese da visitare, vivere e scoprire, per un viaggio nel tempo che giunge fino ai giorni nostri.
La Colonna delle Anella e l'ospitalità delle nobili famiglie
La Colonna delle Anella è testimone di una storia antica che, ogni anno, riporta Bertinoro indietro nel tempo.
La Colonna fu fortemente voluta, intorno al 1200, dai nobili Arrigo Mainardi e Guido del Duca e fu eretta per metter fine ai continui litigi in cui incappavano le famiglie di Bertinoro, per offrire ospitalità ai viandanti.
La filantropia delle nobili famiglie di Bertinoro nascondeva, in realtà, un fine molto più pratico. L'unico modo per avere notizie dal mondo esterno, in quegli anni, era attraverso i viandanti che, girando di paese in paese, erano gli unici mezzi di comunicazione disponibili.

La Colonna era composta da dodici anelli, uno per ogni nobile famiglia che offriva ospitalità. Quando il pellegrino giungeva in città, legava il proprio cavallo ad uno degli anelli della colonna, scegliendo la famiglia che lo avrebbe ospitato.
L'antico rito viene ripetuto una volta l'anno, alla prima domenica di settembre. Gli stranieri che giungono in città in questo giorno, trovano attaccate alla Colonna delle Anella, delle buste contenenti il cognome della famiglia che offrirà loro ospitalità per il pranzo.
    
Santa Caterina d'Alessandria: patrona delle balie e delle nutrici
Nella stessa Piazza in cui si trova la Colonna delle Anella, sorge anche la bella cattedrale del seicento, all'interno del quale è conservato il tessuto ricamato con scene celestiali (pala), utilizzato durante le nozze mistiche di Santa Caterina d'Alessandria, patrona della città.
La storia della Santa racconta di una donna bella e intelligente che si ripropose di convertire al Cristianesimo l'Imperatore Massenzio. Per riuscire nell'impresa, la giovane fu invitata a difendere le motivazioni della sua fede davanti a diversi filosofi. Quando riuscì a convertire i filosofi, l'Imperatore andò su tutte le furie e ordinò l'uccisione di Caterina, tramite ruota dentata.
    
Temendo di restare senza vestiti davanti alla gente, la donna pregò Dio affinché gli venisse risparmiata l'umiliazione. Durante l'esecuzione, la ruota si ruppe e l'Imperatore ordinò la decapitazione immediata per Caterina d'Alessandria. Dal suo corpo, privato della testa, sgorgò del latte, rendendola così, patrona delle balie e delle nutrici.
Museo Interreligioso di Bertinoro
Bertinoro ha nell'integrazione e l'ospitalità, due principi fondamentali della sua storia. Al piano terra della rocca, è allestito il Museo Interreligioso, che testimonia la volontà di confrontare e studiare tre grandi religioni: l'Islam, il Cristianesimo e l'Ebraismo.
    
Conoscere la storia delle religioni, oggi più che mai, è di estrema importanza per comprendere al meglio alcune evoluzioni delle culture, delle società e della difficile integrazione che ha caratterizzato e caratterizza tutt'ora, la storia del mondo.
Il Museo è aperto il sabato e la domenica dalle 15:30 alle 18:30 dal primo marzo al 31 maggio e dal primo settembre al 31 ottobre. L'orario estivo, in vigore dal primo giugno al 31 agosto, prevede l'apertura il sabato dalle 15:30 alle 18:30 e la domenica dalle 17 alle 21. Per il periodo invernale il museo apre durante la settimana, solo per prenotazioni di gruppi con almeno 15 persone. In costo del biglietto intero è di ? 4, il ridotto è ? 2.50.
Per prenotare la visita, o avere maggiori informazioni, è possibile telefonare allo 0543446600.

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