Tempio Malatestiano: il capolavoro rinascimentale di Rimini
Il Tempio Malatestiano è uno dei capolavori assoluti del Rinascimento italiano e il monumento più prestigioso di Rimini. Sebbene ufficialmente intitolato a San Francesco e oggi cattedrale della città, il suo nome deriva dal grande signore che lo volle: Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini dal 1432 al 1468.
La storia: da chiesa gotica a mausoleo rinascimentale
Il Tempio non è una costruzione ex novo, ma il risultato di una straordinaria trasformazione: intorno al 1450 Sigismondo Pandolfo Malatesta decise di rivestire e ridisegnare la preesistente chiesa gotica francescana del XIII secolo per farne un mausoleo personale dedicato a sé stesso e alla sua amata Isotta degli Atti.
Il progetto del rivestimento esterno fu affidato al grande umanista e architetto fiorentino Leon Battista Alberti, mentre la direzione del cantiere e il rinnovamento degli interni furono curati da Matteo de' Pasti. I lavori si fermarono definitivamente intorno al 1461, dopo la scomunica di Sigismondo da parte di Papa Pio II nel 1460.
L'architettura: l'antica Roma rivive a Rimini
L'esterno disegnato da Alberti è una delle prime e più importanti testimonianze del recupero del linguaggio classico nell'architettura rinascimentale. La facciata, rimasta incompiuta nella parte superiore, si ispira all'Arco di Augusto di Rimini. Il fianco destro, scandito da grandi arcate, custodisce le celebri Arche dei cortigiani malatestiani: sarcofagi che accolgono poeti, filosofi e umanisti illustri della corte di Sigismondo, tra cui il filosofo bizantino Giorgio Gemisto Pletone.
Alberti aveva progettato anche una grande cupola emisferica ispirata al Pantheon di Roma. La cupola non fu mai realizzata: ancora oggi alzando lo sguardo si vedono le capriate lignee a vista, segno tangibile e affascinante dell'incompiuto.
Perché si chiama "Tempio" e non "Chiesa"
Il termine Tempio fu una scelta voluta in pieno spirito umanistico: l'edificio fu pensato come un monumento alla gloria del casato Malatesta, ricco di riferimenti al mondo classico. Proprio questa impostazione fu uno dei motivi della furia di Papa Pio II, che lo definì "pieno di dei pagani e cose profane" e nel 1460 scomunicò Sigismondo, dichiarandolo eretico.
Cosa vedere all'interno
L'interno è a navata unica con capriate lignee a vista e sei cappelle riccamente decorate in marmo, realizzate fra il 1449 e il 1456 da Agostino di Duccio e dalla sua bottega. Da non perdere:
- Cappella dei Pianeti: bassorilievi con segni zodiacali e una rara veduta quattrocentesca di Rimini
- Cappella di Isotta: custodisce il monumento funebre di Isotta degli Atti e il Crocifisso di Giotto (c. 1300), unica opera del Maestro fiorentino a Rimini
- Affresco di Piero della Francesca (1451): Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo, capolavoro della pittura rinascimentale
- Cappella degli Antenati: l'Arca degli Antenati e dei Discendenti di Agostino di Duccio
- Tela di Giorgio Vasari (1548): San Francesco che riceve le stimmate
Informazioni pratiche
- Ingresso: gratuito
- Orari indicativi: lun-ven 8:30-12:00 e 15:30-18:30 · sab 8:30-12:30 e 15:30-19:00 · dom 9:00-12:30 e 15:30-18:30
- Telefono: 0541 51130
- Accessibilità: ingresso accessibile per persone con disabilità dal cancello laterale sinistro; disponibili audioguide multilingue
- Come arrivare: nel cuore del centro storico, a 10-15 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria
Cosa c'è nelle vicinanze
Il Tempio si trova a pochi passi da Piazza Cavour, dal Teatro Amintore Galli e dall'Arco di Augusto — il più antico arco romano conservato in Italia, che ispirò Alberti per la facciata del Tempio stesso. Una visita si abbina perfettamente a un itinerario tra i monumenti romani e medievali della città, includendo il Ponte di Tiberio e la Domus del Chirurgo.
POI archeologici e culturali nel centro storico di Rimini
- Cosa vedere a Rimini — overview di tutti i punti di interesse
- Arco d'Augusto e Ponte di Tiberio — i monumenti romani più antichi (27 a.C.)
- Tempio Malatestiano — capolavoro rinascimentale di Leon Battista Alberti
- Museo Fellini al Castel Sismondo — l'icona felliniana
- Domus del Chirurgo — la "Pompei del nord", strumentario chirurgico romano
- Anfiteatro Romano — 12.000 spettatori, II secolo d.C.
- Cinema Fulgor — dove Fellini bambino scoprì il cinema
- PART — Palazzi dell'Arte — museo arte contemporanea (2020)
- Mercato Coperto — il più grande mercato pesce dell'Emilia-Romagna
- Borgo San Giuliano — il quartiere felliniano
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